Assicurazioni auto

La cultura assicurativa in Italia

L’Italia presenta una tendenza alla sottoassicurazione in molte aree sociali. Questo avviene per la presenza costante del settore pubblico nei problemi della nostra quotidianità. Questa sicurezza tramandata da generazioni, rischia di venir meno in una società più fluida, dove è necessario impostare delle garanzie proprie dai piccoli ai grandi avvenimenti della vita. Molte spese che non sono sostenute dai cittadini, ricadono paradossalmente sulla totalità della popolazione: perciò una cultura orientata alla tutela della persone e dei beni è fondamentale per la stabilità del sistema Paese.


Evidente è la situazione degli immobili: molti italiani investono nelle compravendite ma soltanto una percentuale di essi tutela il patrimonio con delle polizze legate alla casa. Esempio lampante sono i disastri ambientali che colpiscono immobili senza garanzie sui quali deve intervenire lo Stato e a causa dei quali i cittadini perdono tutti i soldi investiti.

Molte compagnie si stanno attrezzando per potenziare il settore delle assicurazioni sugli immobili: il comparto danni si amplia verso la proposta di soluzioni tutelative per i possessori di case tramite broker specializzati, assistenza in fase di richiesta di mutuo e una maggiore diffusione del concetto stesso.

Le polizze sulla casa sono il primo passo per una consapevolezza maggiore delle tutele danni, che potrà prevedere stesse procedure per il settore salute e finanziari di vario genere.

Nuove regole per le assicurazioni

NORME E TECNOLOGIA

Mese decisivo per il mondo delle assicurazioni auto: il ddl sulla dematerializzazione delle Rca arriva in aula per il verdetto finale del Parlamento. L’azione contro le truffe dovrebbe apparire più efficace così come i riconoscimenti per gli autisti più virtuosi. Sempre viva la speranza che insieme ai cambiamenti arrivino anche risparmi e abbattimento costi.

Le compagnie assicurative si stanno adeguando per tempo con aggiornamenti procedurali con conoscenze più approfondite. Soprattutto gli agenti sono pronti a migliorare le loro proposte tramite una gamma di prodotti al passo con gli sviluppi del sistema.

L’IMPORTANZA DEL CONSULENTE

Ad oggi risulta che il 42% dei clienti preferisce affidarsi ad un consulente per prendere decisioni in materia di assicurazioni auto, infortuni e casa.
Gli italiani scelgono un consulente soprattutto per alcuni motivi:

-          Esperienza
-          Conoscenza delle offerte
-          Vicinanza
-          Fiducia

L’agente assicurativo deve garantire al cliente la soddisfazione di un bisogno sul quale si hanno poche conoscenze. Allo stesso modo, il suo lavoro riduce il tempo che il richiedente deve impiegare per informarsi o girare per diversi istituti. Negli ultimi anni è in crescita la fiducia verso il web (31% degli italiani): esiste un contatto umano inferiore ma il risparmio economico e temporale è evidente.

Più trasparenza sulle polizze nel Ddl concorrenza

Il Ddl Concorrenza determina una maggiore tutela per i consumatori per quanto riguarda le polizze collegate ai prestiti e ai mutui. Le banche, le società intermediarie e i consulenti  sono accusati di influenzare sul costo del finanziamento tramite la proposta di polizze svantaggiose.

Da adesso il cliente deve innanzitutto ricevere diverse proposte, non necessariamente scelte dalla banca erogante oppure può scegliere in autonomia un prodotto che gli interessa presso una società di fiducia, anche online. La sottoscrizione dell’assicurazione sui mutui può essere disdetta entro 60 giorni senza costi e con la restituzione dei premi. Gli intermediari devono anche comunicare al cliente la percentuale che incassano dalla vendita della polizza.

Dall’ufficialità del Ddl, le società assicurative hanno 90 giorni per adeguare le proprie procedure a queste novità: l’obiettivo è soprattutto quello di modificare le percentuali tra quanto spetta alla banca e quanto effettivamente va a costituire il premio vero e proprio.
La Banca d’Italia e l’Ivass vogliono fare in modo che le polizze collegate ai mutui “rispondano alle reali esigenze di copertura dei rischi della clientela e che la loro distribuzione sia improntata a canoni di correttezza sostanziale”. Gli stessi istituti provvederanno ai dovuti controlli in una successiva fase.

La sfida del digitale: il cliente al centro

L’effetto dello sviluppo tecnologico e della capacità delle persone di utilizzare i nuovi strumenti digitali, deve spingere le compagnie assicurative a rinnovare le proprie tecniche di vendita, ipotizzando quanto prima uno sbarco sugli smartphone, sulle relative applicazioni, sui social e nella rete.

Anche i prodotti dovranno essere modellati sui nuovi tempi sociali degli individui: per fare ciò la sperimentazione è essenziale tanto che le startup sono lo strumento di avanguardia più efficace per scoprire nuove strade.

Il mondo assicurativo è il settore dove la clientela cerca di utilizzare il canale online ma al giorno d’oggi i ritardi delle compagnie in termini tecnologici non permettono ancora uno sfruttamento totale della rete. Perché accade ciò?

I motivi di questa lentezza possono racchiudersi in tre macro-aree:

-          Prodotti impegnativi a livello economico
-          Necessità di un incontro fisico su alcune questioni contrattuali
-          Mancanza di esperienza

Un punto di incontro tra domanda ed offerta sul web porterebbe alla creazione di un sistema di interscambio tra le parti.
La digitalizzazione del sistema permetterebbe ai controlli di essere più incisivi (come per le rca), alle promozioni di arrivare più mirate ai consumatori oltre a garantire un risparmio economico e temporale ai clienti.

La presenza sul web pone il cliente al centro della proposta e relaziona le società sia in termini di partecipazione che di concorrenza. Poter proporre e vendere un’assicurazione tramite un’applicazione gestibile da smartphone è sicuramente un elemento che caratterizzerà il futuro: fare in modo che ciò avverrà presto è la soluzione più efficace per entrambe le parti.

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Polizze vita in aumento

Appare in parte paradossale ma negli ultimi anni gli italiani stanno riscoprendo le assicurazioni sulla vita mentre a volte ritardano i pagamenti delle assicurazioni auto. Un volume di affari di 110 miliardi di euro, il più alto di sempre, per garantire ai familiari un compenso in caso di morte o invalidità permanente.

Il presidente dell’IVASS Salvatore Rossi ha evidenziato alcuni aspetti rilevanti del settore:

-          Riduzione delle rca dell’8% con l’intenzione di un allineamento ai prezzi europei entro il 2020

-          Mobilità dei clienti che grazie al cambio di aziende riescono a risparmiare il 20%

-          Introiti delle compagnie che registrano + 20% per un totale di 150 milioni nel 2014

-          Le frodi incidono ancora molto sul prezzo dei premi

Il presidente si dichiara soddisfatto del Ddl concorrenza che tende a ridurre le infrazioni e le truffe, ridurre i prezzi e aumentare la competitività.

Le polizze infortuni o vita sono detraibili dal 730 (riquadro E) per il 19% per un massimo di 530 Euro.

Il paradosso delle compagnie assicurative

Rispetto all’anno scorso il costo delle assicurazioni auto è sceso di circa 40 euro per il calo degli incidenti eppure molti italiani circolano senza alcuna garanzie. Allo stesso tempo le compagnie assicurative hanno generato introiti per 6 miliardi: ciò rappresenta un paradosso per un sistema che non riesce a regolarizzarsi.

L’8,7 % delle vetture, circa 4 milioni, che viaggiano sul territorio nazionale, non hanno copertura assicurativa in quanto i clienti, esclusi i furbi di sempre, non riescono a pagare le rate.
La crisi economica ha costretto molti italiani a tagliare i costi familiari proprio sui mezzi di trasporto personali correndo un rischio elevatissimo.

Nel caso in cui questi evasori causino degli incidenti, la copertura non sussiste e nel bilancio globale saranno i buoni pagatori a ritrovarsi un sovrapprezzo nelle loro assicurazioni pertanto è obiettivo dell’Ania ridurre questi casi.

Sono necessarie norme più severe per evitare che le truffe rimangano impunite e che paghino soltanto coloro che le rispettano. Le novità al varo, come il contrassegno digitale, cercheranno di ridurre notevolmente queste evasioni.


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La previdenza integrativa

La previdenza sociale è un’erogazione garantita mensilmente dall’INPS sulla base degli anni lavorativi e dei contributi versati durante l’età del lavoro.

Esistono alcuni strumenti strategici per disporre di denaro quando si diventa anziani: tra questi sono spesso utilizzate le polizze vita. Queste si distinguono in assicurazione sulla morte, sulla vita, per infortuni, malattie e ovviamente soluzioni miste tra queste.
In base al proprio prodotto le agenzie assicurative determinano un premio che si suddivide tra le varie prestazioni se ne viene scelta più di una.

 

Le assicurazioni vita possono essere definite come forme di risparmio o di investimento e i versamenti possono essere cadenzati con diverse tempistiche. Le somme non sono legate alla solidità della compagnia perché anche in caso di fallimento di quest’ultima, l’assicurato riceverebbe la quota con relativi interessi. La durata è a scelta così come i vincoli per il rimborso.

La previdenza integrativa è una soluzione adottata sempre di più con il passare degli anni e i cambiamenti sociali e lavorativi. Ad oggi sono 6,5 milioni gli italiani che hanno sottoscritto un’assicurazione vita.
I rendimenti maturati permettono di poter disporre dopo vari anni di un importo necessario e utile in una fase avanzata della propria vita.

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Assicurare cose e persone


AUMENTO DELLA RICHIESTA

Le statistiche di inizio 2015 riguardanti le polizze vita sono assolutamente positive considerate le scelte degli italiani in questo settore. La raccolta dei premi delle agenzie italiane si aggira intorno ai 32 miliardi di euro con una crescita del 24% rispetto al 2014.

Si prospetta perciò in prospettiva un’ annata positiva visto che i consumatori non rinunciano ad assicurarsi: un aumento dovuto anche all’implementazione delle tecnologie in questo settore. Molti italiani scelgono dal web e confrontano le varie proposte.

 

ETICA DELLE POLIZZE

Le polizze possono riguardare sia il caso di morte che di invalidità: le condizioni e la durata sono a discrezione del cliente sulla base delle valutazioni personali e familiari. Allo stesso modo si sceglie di sottoscriverla per se stessi o per i propri figli.
Un vantaggio è che la somma dovuta in successione non è soggetta a tasse.

Anche le case, tramite la richiesta di mutuo, prevede sempre una polizza incendio o multirischi.

Ovviamente, in ogni caso, l’assicurazione implica un comportamento corretto. Ad esempio le compagnie non pagano in caso di guida in stato di ebbrezza o di morte per reato.

Dai dati emerge quindi che le condizioni sociali, spesso imprevedibili, spingono le persone ad assicurare gli affetti e i beni per non compromettere il futuro della famiglia.

Assicurazioni vita e detrazioni

Nel primo trimestre 2015, la raccolta proveniente dalle assicurazioni vita è arrivata a 28,6 miliardi con una percentuale di crescita del 25,6%

L’87% sono state vendute tramite poste, istituti bancari e società finanziarie sia italiane che straniere. Le donne sono la categoria più attenta per la previdenza e le assicurazioni sulla vita. Riguarda per lo più le mamme ma anche le giovani si dimostrano più sensibili dei loro coetanei.
Molte di loro cercano le soluzioni ideale tramite il web.


DETRAZIONI

Anche nel 730 online del 2015 è possibile detrarre il premio della polizza vita per una percentuale del 19%.
Possono essere incluse nelle detrazioni le polizze su infortuni e vita, rischio di morte, invalidità permanente e impossibilità a svolgere le azioni quotidiane. Non rientrano invece i fondi pensione e i piani integrativi.

 

 

Per ottenere le detrazioni si devono allegare al 730 le quietanze e le ricevute di pagamento dei premi relativi al 2014. La compilazione del 730 per le detrazioni è incluso nel riquadro E.

Al via la dematerializzazione delle assicurazioni

Ad Ottobre sparirà il tagliando cartaceo sul parabrezza delle auto mentre mancano pochi giorni per il trasferimento in digitale dell’attestato di rischio, il documento che attesta la classe di appartenenza e i sinistri avvenuti negli ultimi anni.

Un primo passo verso la dematerializzazione e una comunicazione sempre più digitale tra agenzie e clienti. L’attestato verrà così censito in una banca dati digitale che registrerà gli automobilisti in una lotta più serrata a truffe e raggiri.

Pertanto i clienti, in fase di nuova assicurazione, non dovranno più inviarlo alla compagnia assicurativa in quanto questa lo otterrà accedendo alla banca dati digitale. Il trasferimento dei documenti tra vecchia e nuova agenzia e tra clienti e compagnie avverrà anche tramite applicazioni.

Per chi non è abile con le innovazioni tecnologiche, le assicurazioni hanno comunque l’obbligo di stamparlo cartaceo se richiesto.

L’adeguamento informatico e la dematerializzazione cambia il rapporto tra assicuratore e assicurato e si spera che riduca i premi.